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La prova colore #2 : come scegliere la soluzione migliore

Nel post precedente ti ho spiegato cosa sono le prove contrattuali e ti ho fatto vedere che esistono diverse tipologie di prove colore ma non tutte sono adatte a essere utilizzate come guide sicure per la stampa.

Adesso invece ti farò vedere quante prove adatte ad essere usate come prove contrattuali esistono e in cosa si differenziano.

Per comodità ti ricordo a quali esigenze risponde la prova contrattuale :

 

Il cliente chiede :

  • Che i colori del prodotto finito siano il più possibile simili a quelli della prova
  • Poter dare indicazioni sicure a fornitori diversi  (ad esempio grosse produzioni divise tra più stampatori ) o molto lontani (pensa ad esempio a un fornitore cinese )
  • Avere un documento utilizzabile dal controllo qualità
  • Una base oggettiva in caso di contestazione

Lo stampatore chiede :

  • Una guida attendibile nella fase di avviamento macchina
  • Una prova firmata dal cliente che ne accetta il risultato cromatico
  • Un documento utilizzabile in tribunale nel caso venga contestato il prodotto (se vuoi approfondire l’argomento leggi questo post)

Quanti tipi di prove esistono ?

Vediamole in ordine di fedeltà e costo

Prova a torchio

La prova a torchio è la regina delle prove di stampa ed è una prova realizzata con una vera e propria macchina da stampa in formato ridotto che utilizza lo stesso procedimento tecnico delle macchine offset e pertanto darà il risultato più affidabile presente oggi sul mercato .

Trattandosi di un vero e proprio procedimento di stampa offset potrà riprodurre con precisione colori Pantone e colori metallizzati.

La prova a torchio perfetta è quella effettuata utilizzando gli elementi che verranno usati in produzione:

  • il cartone

  • l’inchiostro

  • le vernici

Procedendo in questo modo la prova sarà pressochè identica al risultato di stampa e potrà essere utilizzata senza preoccupazioni dallo stampatore soprattutto se si avrà cura di comunicare a chi stampa la differenza che il cliente è disposto ad accettare tra prova e risultato finale .

Il costo di una prova colore a torchio va di solito dai 350 ai 450 € e non sono molte le fotolito in grado di produrle.

Approval

Si tratta di una stampa digitale retinata (riproduce cioè il retino della stampa offset)

Si può stampare sul cartoncino che verrà usato in produzione

Riproduce i Pantoni fedelmente

Considerata troppo costosa per essere una digitale è sempre meno utilizzata.

Qui un pdf espilicativo

Prova certificata con Pantoni

(ad esempio Epson GMG)

Può essere realizzata sia in tono continuo (senza il retino) o retinata

Riproduce i Pantoni con una fedeltà del 95 / 97 %

Può essere certificata solo nella parte dei colori base CYMK , i Pantoni vanno verificati con una strumentazione a parte (spettrofotometro)

Prova su basi metallizzate o trasparenti

Sono prove simili alle precedenti , non retinate , che possono essere stampate su base metallizzata o trasparente.

Non sono certificabili in automatico ma possono essere valutate con il densitometro e confrontate con le tabelle standard

La prova che oggi presenta il miglior rapporto affidabilità / prezzo è la prova certificata che richiede pertanto un approfondimento : 

Prove certificate

Cos’è la prova certificata

Si tratta di una prova di stampa generata da un plotter digitale che riproduce il profilo generico Fogra 39 (courtesy of "Colore Digitale Blog")

Il plotter ha un rip interno che riceve informazioni dal file grafico preparato dal cliente e le trasforma nel profilo Fogra 39 indipendentemente dalle informazioni contenute nel file stesso.

Si consiglia pertanto di salvare i file nel formato PDF 1.6 e seguenti senza particolari profili in modo da non creare conflitti con il rip.

Ogni casa produttrice di plotter ha il suo rip quindi possono esserci lievi differenze tra le diverse prove digitali dovute al tipo di macchina utilizzata.

Perché si chiama “certificata”

La prova viene sottoposta a un controllo strumentale che valuta lo scostamento dei valori tonali riprodotti rispetto a quelli standard stabiliti per il profilo Fogra 39.

Sulla prova deve pertanto essere presente la scala Fogra Wedge che permette alla macchina di effettuare le misurazioni.

Una volta effettuata la verifica strumentale e valutato che gli scostamenti non sono superiori alle tolleranze stabilite è possibile considerare la prova “certificata”

Alcuni software permettono di produrre la prova con già la tabella test incorporata altri richiedono un controllo a parte e l’applicazione di una etichetta successiva alla produzione della prova stessa.

Le prove certificate fanno riferimento al profilo Fogra 39 ed è l’unico che viene certificato , altri profili (ad esempio profili ad hoc che riproducono alcune particolarità della macchina da stampa sulla quale stamperemo) possono essere inseriti nella file ma non potranno essere certificati in senso stretto.

Se una macchina da stampa è settata in modo corretto e revisionata periodicamente dovrebbe poter riprodurre il risultato della prova senza la necessità di modificare le scale colore .

In ogni caso l’influenza del supporto sul quale si stampa e le diverse caratteristiche delle macchina da stampa (lineatura , schiacciamento del retino etc) possono richiedere una certa tolleranza rispetto allo scostamento dalla prova.

Il supporto

La prova viene stampata su carta certificata a base bianca che riproduce una carta patinata

Se la materia prima scelta per il prodotto finale è un cartoncino si possono introdurre nel file delle correzioni (ad esempio +4% di giallo + 4% di nero per riprodurre il cartoncino Alto Spessore) per simulare la materia prima.

In sintesi :

  • Se un file è in quadricromia e non ci sono Pantoni , la prova certificata “base” è uno strumento affidabile e poco costoso.
  • Qualora invece vi siano diversi Pantoni è consigliabile procedere con una delle prove più sofisticate (tipo Epson GMG) che sono in grado di fornire una maggiore fedeltà al risultato finale.
  • La affidabilità della prova a torchio è ancora difficilmente sostituibile soprattutto su files complessi che devono poi essere riprodotti in modo identico da diverse aziende di stampa.
  • Una buona soluzione , soprattutto in caso di declinazioni in versioni differenti (ad esempio il packaging di una linea di prodotti) , è quella di utilizzare la prova a torchio sul primo stampato della serie e poi proseguire con prove certificate

A me piace molto il termine "prova contrattuale" perchè contiene in sè il principio che cliente e fornitore devono arrivare ad una definizione condivisa delle aspettative e del risultato che si può realisticamente raggiungere. 

Questo richiede chiarezza da parte del cliente ma soprattutto una piena e completa informazione da parte del fornitore.

Io lavoro così...se vuoi te lo dimostro dal vivo

Marco Rotondo

Marco Rotondo, 54 anni dei quali 30 passati tra packaging e materiale per il punto vendita. Tesi di laurea sul comportamento del consumatore, autore di numerosi workshop dedicati al visual merchandising e al packaging.